A differenza delle rassegne precedenti, tutte antologiche, l'esposizione, organizzata da Ferrara Arte e dal Clark Art Institute di Williamstown e composta da una novantina di capolavori provenienti da ogni parte d'Italia e del mondo, fa emergere tutta la complessità e il fascino della personalità boldiniana in quel quindicennio cruciale che condusse l’artista, dopo l'esperienza macchiaiola, alla piena maturazione, avvenuta negli anni Novanta, di quelle doti di ritrattista che da allora in avanti lo resero celebre nel mondo.
Ad accogliere il visitatore è un prologo dedicato agli anni fiorentini, un'esperienza fondamentale per la formazione di Boldini che porta in sé premesse importanti per il futuro sviluppo della sua pittura. A Firenze l'artista si distingue come uno dei principali artefici della rivoluzione attuata in quegli anni nel genere del ritratto borghese, dando vita ad una rappresentazione del modello non più stagliato su uno sfondo neutro bensì all'interno di un ambiente, colto in attività quotidiane o in momenti di intimità, o circondato dagli oggetti che parlano della sua vita e del suo lavoro, come nel bellissimo Autoritratto mentre osserva un dipinto, proveniente dalla Galleria d'Arte Moderna di Palazzo Pitti.
Nel 1871, appena giunto a Parigi, Boldini si dedica da subito alla
realizzazione di quadri di genere allora molto richiesti dalla ricca borghesia europea e soprattutto americana; ai dipinti di questa fase sarà dedicata una significativa sezione della rassegna.
Ispirandosi a maestri allora affermati e di successo come Meissonier e Fortuny, Boldini rinnova il cliché del quadro di genere come in Giorni tranquilli. Grazie ad uno stile elegante e ad una tecnica pittorica raffinata, Boldini viene considerato da subito come il più brillante interprete di quella pittura ricercata e l'erede indiscusso dei due capiscuola.
Boldini non registrò soltanto la realtà urbana. Si spinse anche nelle campagne, lungo la Senna o sulla Manica, lavorando a vedute e paesaggi con figure che costituiscono la sua personale interpretazione della pittura en plein air. Tra gli esempi di questa produzione vi sono dipinti di notevole fascino come la Grande strada a Combes-la-Ville del Philadelphia Museum of Art.
Un'intera sezione della mostra sarà dedicata al tema tutto boldiniano delle vedute d'atelier. Riprendendo l'indagine iniziata a Firenze, quando l'atelier era uno dei fondali prediletti dei suoi ritratti, Boldini sviluppa un interesse preciso per questo soggetto attorno alla metà degli anni Ottanta. nel bellissimo Donna in nero che guarda il "Pastello della signora Emiliana Concha de Ossa", a poco a poco gli ambienti e gli oggetti in essi contenuti divengono i protagonisti stessi di questo universo "privato".
La mostra approfondisce, infine, l'evoluzione dello stile di Boldini nel genere del ritratto, dalle effigi ufficiali, a quelle che raffigurano amici e colleghi. Dopo l'esperienza fiorentina, Boldini torna a praticare il ritratto con rinnovato slancio attorno alla fine degli anni Settanta, decidendo infine di dedicarvisi completamente. Determinante in questo senso fu il legame con la contessa Gabrielle de Rasty che, divenuta sua amante e musa, lo introdusse nella cerchia di una nuova committenza altolocata. Sono proprio le opere di questa fase, in particolare alcuni tra i più celebri ritratti realizzati negli anni Novanta, a comporre l'epilogo della mostra.
Orari di apertura
Aperto tutti i giorni, feriali e festivi, lunedì incluso:
9.00-19.00 orario continuato
Aperto anche: 1 novembre, 8, 25 e 26 dicembre, 1 e 6 gennaio
(la biglietteria chiude 30 minuti prima)
tel. 0532.244949 fax 0532.203064
lunedì-venerdì: 8.30-18.30
sabato e prefestivi: 9.00-18.00
domenica durante il periodo di mostra: 10.30-15.30
Biglietto d'ingresso
Il biglietto della mostra Boldini nella Parigi degli Impressionisti consente fino al 10 gennaio 2010 l'ingresso anche al Museo Giovanni Boldini a Palazzo Massari (Corso Porta Mare 9, orario: 9.00-13.00 / 15.00-18.00; chiuso il lunedì, 25 e 26 dicembre, 1 e 6 gennaio).
Intero: euro 10,00
Ridotto: euro 8,00 (dai 6 ai 18 anni, over 65, studenti universitari, categorie convenzionate, visitatori con biglietto del Museo Archeologico Nazionale, del Museo di Casa Romei e della Pinacoteca Nazionale di Ferrara, possessori del biglietto ferroviario per Ferrara)
Gruppi (almeno 15 persone): euro 8,00 (1 accompagnatore gratuito ogni 20 persone)
Gruppi scolastici: euro 4,00 (gratuito per 2 accompagnatori)
Gratuito: bambini sotto i 6 anni, portatori di handicap con un accompagnatore, giornalisti con tesserino, guide turistiche con tesserino, militari in divisa